Villa regnante

Salvatore Massimo Fazio
ℹ️ © Enrico Folci Editore, luglio 2009

Recensioni

Questo singolare libro, scritto dal filosofo catanese Salvatore Massimo Fazio, rappresenta un’acuta riflessione “pensante” tra due poli opposti quali la borghesia di una Palermo bene figlia degli anni di Piombo e la prole lavoratrice del tempo dichiaratamente sfruttata.
Vi si racconta come dalla forza di un pensiero pensante – quello di Franco «che altro non faceva che “Pensare” perché nessun lavoro lo attraeva, nessun tipo di studio lo convinceva» – possano cambiare le sorti e le consapevolezze di tutti i personaggi di “Villa Regnante” dove lusso, civetteria e false apparenze da una parte, sudore, dignità ed “Essere” dall’altra, si ritroveranno curiosamente a vivere a stretto contatto.
Salvatore Massimo Fazio, mosso da una grande lucidità filosofica che scinde bene tra il pensiero concreto e l’astrazione sterile del pensiero astratto che a nulla porta se non all’alienazione di ciò che provoca disagio – sia esso di natura sociale, sia esso di natura meramente individuale – proietta in Franco tutta la forza e la voglia di un essere invisibile alla parvenza della superficialità ma ben presente a se stesso e alla realtà che lo circonda.
Franco non è animale sociale ma neppure così stanco – nonostante il pensare – da essere un contraddittorio individualista che non “sa giocare al gioco della vita”: non si limita ad esistere perché vuole Essere ed è questa è un’arma – se così può definirsi l’esistenza umana – più potente di quella “calibro 38” color mogano che stava per comprare: «non necessariamente un’arma per vendicare la casta dei “minori e inferiori”… pensò»…
Villa Regnante” mette a nudo gli uomini spogliandoli dal loro Ego, dalle loro certezze e delle loro false illusioni “dormienti” quotidiane che così come avviene nel sogno sembrano sorprendentemente vere e solide.

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